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Chirurgia Ossea Rigenerativa

Chirurgia Ossea Rigenerativa
Servizi di chirurgia ossea rigenerativa offerti dal Centro Daina:
  • ricostruzione ossea verticale e orizzontale della mandibola e del mascellare per risoluzione di gravi atrofie ossee utilizzando tecniche mini invasive;
  • mini rialzo o grande rialzo del seno mascellare per ricreare volumi ossei idonei ad una riabilitazione implanto-protesica.

Ogni qualvolta si esegue l’estrazione di un dente si assiste ad un inevitabile processo di riassorbimento dell’osso che circonda la radice del dente.

Estrazioni dentali traumatiche, condizioni anatomiche particolari (presenza di un osso molto sottile) e/o utilizzo di protesi rimovibili (scheletrati e dentiere) possono provocare un ulteriore riassorbimento dell’osso. Anche la presenza di infiammazioni dell’apice del dente (granulomi/ascessi) e dei tessuti di sostegno del dente (piorrea) possono determinare importanti processi di riassorbimento dell’osso alveolare. Infine i gravi traumi (ad es. da incidenti stradali) possono causare grossi deficit dell’osso alveolare.
Ne consegue che spesso l’inserimento degli impianti endossei deve essere accompagnato o preceduto da procedure di ricostruzione o rigenerazione dell’osso.

Chirurgia Ossea Rigenerativa

La rigenerazione ossea guidata (GBR) a scopo implantare

La rigenerazione ossea guidata è una tecnica chirurgica che permette, tramite l’utilizzo di materiale di riempimento e membrane riassorbibili o non riassorbibili, la formazione di nuovo osso necessario al posizionamento di impianti e a ricreare un aspetto estetico funzionale favorevole.

Oggi è possibile il trattamento di edentulie parziali e totali tramite la terapia implantare. Questa può essere eseguita anche quando le dimensioni orizzontali e/o verticali dell’osso non lo permetterebbero.

Esistono differenti biomateriali utilizzabili a tale scopo, tra di essi il “gold standard” è rappresentato dall’osso autologo, ossia l’osso del paziente stesso, che viene prelevato più comunemente dalla branca montante della mandibola o dalla sinfisi mentoniera in ambiente ambulatoriale. Le altre metodiche, quali il prelievo dalla teca cranica, dalla tibia e dalla cresta iliaca sono meno utilizzate in quanto necessitano di ambiente ospedaliero.

A protezione del materiale di innesto, vengono utilizzate delle membrane che possono essere riassorbibili o non riassorbibili, comprese le griglie in titanio, e la percentuale di successo di sopravvivenza implantare nelle zone trattate con GBR varia dal 92 al 100% a seconda delle varie casistiche.

Rigenerazione ossea guidata: procedura chirurgica

Vi sono fondamentalmente due possibilità: un solo intervento in cui si eseguono rigenerativa e posizionamento degli impianti o due interventi, di cui il primo è di rigenerativa ossea e il secondo è di posizionamento degli impianti. Dopo 6/9 mesi dall’intervento di rigenerativa verranno infatti posizionati gli impianti.
La scelta dipende dal quantitativo d’osso a disposizione in sede di intervento in quanto l’osso residuo deve consentire la stabilità primaria dell’impianto.

Decorso postoperatorio

Il paziente deve essere trattato con antibiotici e analgesici non steroidei e una dieta morbida per un paio di settimane.

Conclusioni
Le moderne tecnologie, quali l’analisi tridimensionale della TAC dei mascellari tramite appositi software, permettono di conoscere esattamente quale situazione il chirurgo dovrà affrontare, verificando la quantità di osso a disposizione tramite una visita e decidendo il modo più efficace di intervenire.
Il Piezosurgery ha aggiunto una metodica di prelievo osseo più controllata e meno invasiva permettendo di ridurre il disagio al paziente.
La GBR è una tecnica ampiamente documentata e predicabile nei risultati.
Tra le controindicazioni merita particolare importanza il fumo di sigarette, il quale è in grado di ridurre la percentuale di successo del 20%. È importante ricordarlo in quanto alla abilità dell’operatore deve aggiungersi un coscienzioso comportamento del paziente.

La rigenerazione dell’osso avviene attraverso l’utilizzo di membrane riassorbibili o non riassorbibili che, appositamente fissate, stabilizzano il coagulo, l’eventuale innesto osseo ed escludono le cellule epiteliali dall’area nella quale deve avvenire la rigenerazione ossea.

Il seno mascellare

Nell’arcata superiore in zona molare e premolare l’osso mascellare è delimitato verso l’alto da una struttura anatomica molto importante, il seno mascellare. Il seno mascellare è una cavità aerea separata dall’osso alveolare attraverso una struttura anatomica denominata membrana del seno mascellare. Processi di riassorbimento dell’osso mascellare nella zona molare e premolare dell’arcata superiore e la presenza della cavità del seno mascellare possono ridurre l’altezza di osso residuo a pochi millimetri. In questo contesto, l’osso residuo non è sufficiente per accogliere l’inserimento di impianti endoossei.

Nei settori post mascellari infatti il volume osseo residuo può non essere sufficiente. Si può eseguire la rigenerazione ossea effettuando un rialzo del seno per via centrale, che consiste nell’eseguire una finestra ossea nello spostamento della membrana del seno mascellare verso l’alto (grande rialzo del seno) qualora il volume d’osso residuo sia inferiore ai 3mm o un rialzo del seno mascellare per via crestale quando il volume d’osso residuo è almeno di 4mm ed è possibile inserire l’impianto contestualmente.
Nei casi in cui il volume d’osso residuo è uguale o superiore ai 4mm infatti è possibile eseguire il rialzo mascellare per via crestale, sfruttando il tunnel implantare per posizionare il biomateriale sollevando così la membrana in modo minivasivo e inserendo contestualmente l’impianto.

Arcata Inferiore

Nell’ arcata inferiore in zona molare e premolare, l’inserimento degli impianti può essere ostacolato, in presenza di importanti riassorbimenti dell’osso, da una struttura anatomica inviolabile, il nervo alveolare inferiore. Il nervo alveolare inferiore decorre all’interno di un canale situato all’interno dell’osso mandibolare e fuoriesce dallo stesso nello spazio compreso tra primo e secondo premolare inferiore.

In presenza di importanti riassorbimenti dell’osso mandibolare in zona molare e premolare, l’altezza di osso residuo, delimitato in basso dal nervo alveolare inferiore, può essere limitata a pochi millimetri. In questo scenario, le tecniche di rigenerazione guidata dell’osso sono indispensabili per poter inserire gli impianti.

Se il riassorbimento è particolarmente marcato, può essere richiesto un primo intervento di rigenerazione dell’osso ed un secondo intervento, a distanza di circa 6 mesi, di inserimento degli impianti.

Qualora il difetto osseo fosse meno grave, si possono inserire gli impianti lasciando una parte degli stessi esposta (non affondata nell’osso) e, attraverso sofisticate tecniche di rigenerazione guidata dell’osso, ricostruire la porzione di osso mancante. La porzione anteriore dell’ arcata inferiore (da primo premolare a primo premolare inferiore) è una zona priva di strutture anatomiche inviolabili. È un’area nella quale si possono inserire gli impianti anche in presenza di importanti riassorbimenti dell’osso mandibolare.

Spesso l’area che va da primo premolare a primo premolare inferiore viene sfruttata per inserire impianti anche in pazienti edentuli portatori di dentiera in modo da stabilizzare la stessa attraverso l’ancoraggio implantare.