Glossario – Implantologia dentale Bergamo – Centro specializzato

Glossario

A

  • Ablazione del tartaro
    Operazione di asportazione del tartaro sopra e sottogengivale che può essere effettuata con strumenti a mano o con apparecchi rotanti o vibranti ad ultrasuoni.
  • Abrasione del Tartaro
    Operazione di asportazione del tartaro sopra e sottogengivale che può essere effettuata con strumenti a mano o con apparecchi rotanti o vibranti ad ultrasuoni.
  • Abrasione dentale
    Consumo patologico delle superfici masticatorie dei denti causata da attrito generato dallo sfregamento.
    Si rileva in forma più accentuata nel soggetto bruxista.
    Può essere causata anche dall'uso di spazzolini duri e dentifrici ad alta abrasività.
    Comuni sono le abrasioni del colletto da spazzolamento che spesso causano una particolare sensibilità del dente alle temperature (caldo e freddo) e agli stimoli chimici.
  • Abutment o pilastro
    Parte dell'impianto dentale che fa da collegamento tra l'impianto stesso e la corona dentaria.
  • Afta
    L'afta è una piccola erosione della mucosa orale dall'aspetto rotondeggiante, con dimensioni che variano da uno a più di dieci millimetri. La localizzazione più frequente dell'afta è sulla mucosa interna di guance e labbra ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato.

    L'afta singola generalmente guarisce spontaneamente in 10/14 giorni ma può ripresentarsi, anche di frequente, prendendo il nome di Stomatite Aftosa (o aftosica) Ricorrente. Questa forma colpisce ambedue i sessi e, pur potendo presentarsi ad ogni età, si osserva più spesso nei bambini e nei giovani. Le lesioni ulcerative possono comparire in numero variabile da uno a sei. Iniziano con una piccola vescicola di pochi mm. che dopo 24-48 ore si rompe trasformandosi in una piccola erosione di colorito biancastro dai margini di colore rosso intenso. Frequentemente tali lesioni evolvono allo stadio di ulcera diventando dolenti e fastidiose: il contatto con cibi caldi o piccanti, salati o acidi provoca una forte sensazione di bruciore che a volte condiziona l’alimentazione del paziente.

    Esistono tre forme di stomatite aftosa ricorrente: minore, maggiore ed erpetiforme. La forma minore si presenta con piccole ulcere dolenti e recidivanti, rotonde e ben definite, con margini rilevati circondati da un alone arrossato e con una parte centrale necrotica poco profonda. La forma maggiore è simile alla minore ma le ulcere sono più grandi e profonde, spesso lasciano esiti cicatriziali e possono durare per settimane o mesi. La forma erpetiforme è la meno comune ed è caratterizzata da ulcere piccole e numerose.

    La cura dell'ulcera tipica dell'afta singola può giovarsi dell'applicazione topica di specifici prodotti a base di cortisone (Aftab®  - compresse adesive buccali o Topsyn® gel). Nei trattamenti locali delle afte hanno dato buoni risultati anche prodotti a base di Aloe vera (Alovex® - in gel o dischetti bioaderenti).
  • Agenesia dentale
    Assenza congenita del germe di uno o più denti decidui o permanenti. Generalmente l'agenesia riguarda gli ultimi denti che compongono le serie omologhe: l'incisivo laterale, il secondo premolare e il terzo molare.
  • Alveolite secca
    Processo infiammatorio di origine infettiva a carico dell'alveolo dentale che si sviluppa come complicanza di un estrazione. E' causa di dolore intenso e pulsante, di tipo nevralgico, che s'irradia lungo le branche del trigemino. Può protrarsi per 2/3 settimane.
  • Alveolo osseo
    Cavità ossea de mascellari in cui è infissa la radice dentale.
  • Amelogenesi imperfetta
    Imperfezione nella formazione dello smalto dentale che si presenta sottile e poco strutturato. Il dente appare giallo in quanto la dentina traspare al disotto dell'esiguo spessore di smalto e può facilmente danneggiarsi e andare incontro ad abrasione. Tale anomalia è trasmessa geneticamente con carattere dominante.
  • Anchilosi
    Anormale immobilità, unione o fusione. Può avvenire tra due ossa e la loro articolazione (ad esempio l'ATM) o tra il dente e l'osso alveolare . In tal caso il legamento parodontale è obliterato e la radice è fusa con l'osso alveolare. L'anchilosi dentale impedisce sia l'eruzione che il movimento ortodontico. In un bambino in crescita, un dente di latte anchilosato appare come "sommerso" rispetto ai denti adiacenti in quanto l'osso alveolare continua la sua normale crescita verticale.
  • Anchilosi dentale
    L'anchilosi è la condizione in cui due tessuti duri si trovano fusi insieme. Quando ciò accade tra un dente e l'osso alveolare, il dente erompe solo parzialmente.
  • Angle – Classificazione di
    La classificazione delle malocclusioni introdotta da Edward H. Angle stabilisce il criterio della relazione anteroposteriore tra il primo molare permanente superiore e  l'inferiore.
  • Anodontia o Anodonzia
    Assenza congenita dei denti.
  • Antisettico
    Agente chimico che può essere applicato sui tessuti viventi per distruggere i germi.
  • Apicale – Forame
    L'apertura nel punto terminale della radice di un dente attraverso la quale il dente riceve le sue terminazioni nervose e i vasi sanguigni.
  • Apice radicolare
    Area terminale della radice del dente.
  • Apicectomia
    L'apicectomia è la rimozione chirurgica dell'apice radicolare di un dente e dei tessuti molli circostanti affetti da condizioni patologiche. L'intervento di apicectomia si effettua per il trattamento delle complicanze di un dente a polpa necrotica: ascessi e granulomi ma solo nel caso in cui esiste l'impossibilità di un trattamento canalare per via ortograda.
  • Apnee notturne
    Episodi di apnea notturna si producono quando la lingua è risucchiata contro la parete faringea a causa della pressione negativa prodotta dall'aria inalata, causando l'occlusione dell'orofaringe.
    Quando l'ostruzione notturna dura più di 10 secondi e si presenta per più di 5 volte l'ora, il giorno seguente il paziente risentirà dei sintomi di deprivazione del sonno. Le apnee se non trattate, possono causare aumento della pressione sanguigna e altri disturbi cardiovascolari, problemi di memoria, aumento di peso, impotenza, mal di testa. Possono essere anche responsabili di difficoltà di concentrazione al lavoro e incidenti di macchina.
  • Apparato masticatorio
    Sistema costituito da tre componenti fondamentali:
    1) le articolazioni temporo-mandibolari (ATM)
    2) il sistema neuro-muscolare
    3) l’apparato dento-parodontale
  • Apparecchi funzionali
    Termine che indica una classe di apparecchi rimovibili che utilizzano l'azione muscolare del paziente per produrre forze ortodontiche ed ortopediche.
  • Apparecchi ortodontici
    Insieme delle parti che vengono incollate fisse ai denti oppure applicate e rimosse dal paziente, la cui funzione è correggere l'allineamento dei denti o regolare la crescita dei mascellari.
    Ogni dispositivo usato per influenzare la crescita o la posizione dei denti e dei mascellari può essere definito apparecchio ortodontico.
  • Apparecchio invisibile
    Apparecchio ortodontico che non si nota quando applicato.
  • Apparecchio linguale
    Apparecchio ortodontico cosiddetto perché composto di attacchi incollati alla superficie interna dei denti, rivolta alla lingua.
  • Articolatore
    Dispositivo meccanico usato per replicare sui modelli in gesso delle arcate dentarie i movimenti funzionali dei mascellari.
  • Articolazione temporomandibolare
    Struttura mobile che collega l'osso temporale e la mandibola, più precisamente i due condili mandibolari con le cavità o fosse glenoidee che si trovano nell'osso temporale del cranio.
  • Attacco epiteliale
    Inserzione sul tessuto dentale dell'epitelio che riveste la parete interna della gengiva marginale
  • Attacco epiteliale
    Inserzione sul tessuto dentale dell'epitelio che riveste la parete interna della gengiva marginale
  • Attacco ortodontico
    Componente dell'apparecchio ortodontico fisso che viene incollato ai denti.

B

  • Banda
    In ortodonzia è l'anello metallico che viene cementato ai denti e sul quale è saldato l'attacco ortodontico.
  • Bite
    Termine diventato di uso comune per indicare una placca, normalmente in resina, da porre tra le due arcate dentarie per modificarne le relazioni spaziali  nel combaciamento senza modificare in alcun modo permanente i denti e la loro disposizione. E' anche definito "BITE OCCLUSALE" per la sua azione di modifica dei rapporti d'occlusione.
  • Bitewing
    L'rx bitewing è una particolare radiografia effettuata posizionando la lastrina all'interno delle arcate dentarie in modo che vengano impressionate sia le corone dei denti superiori che degli inferiori.
    E' una delle lastre tipiche che il dentista può effettuare per la diagnosi delle carie coronali, in particolare per rilevare la presenza di carie interdentali. Il nome deriva dal fatto che la lastrina endorale viene trattenuta all'interno delle arcate dentarie mordendo su una linguetta postagli perpendicolarmente.
  • Bruxismo

    Bruxismo è un termine che indica lo fregamento abituale dei denti che generalmente si verifica durante il sonno. Può causare usura delle superfici dentali, ischemia dei muscoli masticatori e dolore o danno ai tessuti di sostegno dei denti. Il bruxismo di frequente si associa con il serramento dei denti e con problemi alle Articolazioni Temporo Mandibolari.

  • Bruxismo
    Bruxismo è un termine che indica lo fregamento abituale dei denti che generalmente si verifica durante il sonno. Può causare usura delle superfici dentali, ischemia dei muscoli masticatori e dolore o danno ai tessuti di sostegno dei denti. Il bruxismo di frequente si associa con il serramento dei denti e con problemi alle Articolazioni Temporo Mandibolari.
  • Bruxista
    Bruxista viene definito il soggetto affetto da bruxismo, cioè colui che sfrega abitualmente i denti delle due arcate tra di loro. Tale azione nel tempo può causare usura, anche notevole, delle superfici dentali, ischemia dei muscoli masticatori e dolore o danno ai tessuti di sostegno dei denti. Il bruxista di frequente associa l'azione di sfregamento con il serramento dei denti.

C

  • Canalare – terapia
    Procedura usata per  risolvere una pulpite e/o per salvare un dente da un ascesso o per guarire un ascesso o un granuloma, nella quale la polpa o i residui pulpari vengono raschiati via dalla camera della polpa e dal canale radicolare. Il canale radicolare poi viene disinfettato e riempito permanentemente con particolari sostanze.
  • Canale radicolare
    Cavità che percorre l'interno della radice del dente in cui è contenuta la polpa dentale.
  • Candida orale
    Infezione delle membrane mucose della bocca causata da un fungo, normalmente presente nel cavo orale, chiamato Candida Albicans che in determinate condizioni può proliferare provocando le lesioni caratteristiche. Esiste una forma di candida, chiama eritematosa, che si presenta con macchie rosse sulla lingua. Una forma più frequente di candida, chiamata pseudomembranosa, può presentarsi con estese placche bianche interessanti la mucosa buccale, la lingua, il palato e l’uvula. La loro rimozione lascia una superficie eritematosa e sanguinolenta.
  • Carie
    Voce dotta latina carie(m) "corrosione", da una radice indeuropea che indica "rompere, rovinare".
    In odontoiatria il termine carie indica il processo di cavitazione di un dente.
  • Carie del colletto
    Particolare lesione cariosa che interessa il colletto del dente, area dove la corona si congiunge con la radice e lo smalto coronale sfuma nel cemento radicolare.
  • Carie dentaria
    Termine medico che indica il processo di cavitazione di un dente.
    Inizia con la demineralizzazione dello smalto da parte degli acidi prodotti dai batteri della placca e prosegue con la successiva disintegrazione della dentina, fino a diventare penetrante (carie penetrante): stadio in cui viene a scoprirsi l'organo interno del dente, la polpa dentaria, che può infettarsi dando luogo a pulpiti.
  • Carie dentaria
    Termine medico che indica il processo di cavitazione di un dente.
    Inizia con la demineralizzazione dello smalto da parte degli acidi prodotti dai batteri della placca e prosegue con la successiva disintegrazione della dentina, fino a diventare penetrante (carie penetrante): stadio in cui viene a scoprirsi l'organo interno del dente, la polpa dentaria, che può infettarsi dando luogo a pulpiti.
  • Carie radicolare
    Tessuto calcificato costituente il rivestimento esterno della radice del dente. Viene prodotto da particolari cellule connettivali chiamate cementoblasti. Il cemento agisce da struttura di attacco alla membrana parodontale, per cui le sue alterazioni possono provocare mobilità dentale.
  • Cemento radicolare
    Tessuto calcificato costituente il rivestimento esterno della radice del dente. Viene prodotto da particolari cellule connettivali chiamate cementoblasti. Il cemento agisce da struttura di attacco alla membrana parodontale, per cui le sue alterazioni possono provocare mobilità dentale.
  • Chirurgo orale
    Odontoiatra con esperienza e pratica prevalente nella chirurgia della bocca.
  • Cisti dentarie
    Formazioni cistiche che interessano un dente o i suoi tessuti di sostegno.
    La cisti dentaria può determinarsi per errori di sviluppo dei tessuti deputati all'odontogenesi o per stimolo infiammatorio.
  • Cisti follicolare
    Formazione cistica da errore di sviluppo dei tessuti deputati all'odontogenesi. Trae origine, nel periodo dello sviluppo, dal germe dentario, in particolare dalla sua porzione epiteliale.
    Le cisti follicolari sono caratterizzate dalla presenza di un dente la cui corona è contenuta nella cavità cistica mentre la parte radicolare ne è al di fuori ed in rapporto con l'osso circostante.
  • Cisti radicolari
    Formazioni cistiche di origine infiammatoria, legate alla presenza di una radice affetta da un processo di parodontite apicale cronica.
  • Cisti residue
    Si tratta di cisti radicolari che residuano all'avulsione del dente con il quale erano in rapporto e pertanto appaiono isolate nel contesto osseo.
  • Clorexidina
    Antisettico utilizzato nell'igiene orale per le sue proprietà battericide.
  • Colletto
    L'area del dente dove la corona si congiunge con la radice e lo smalto coronale  sfuma nel cemento radicolare.
  • Condilo mandibolare
    La superficie articolare arrotondata posizionata all'estremità dell'osso mandibolare.
  • Conservativa
    La conservativa è la branca dell'odontoiatria che si occupa del restauro morfologico, funzionale ed estetico, dei denti colpiti da processi cariosi.
  • Contenzione
    Procedura ortodontica mediante la quale i denti vengono fissati nella posizione di allineamento mediante apparecchi fissi o mobili.
  • Corona del dente
    E' la parte visibile del dente, ricoperta da smalto e in collegamento con la radice al colletto.
  • Cresta alveolare o marginale
    Parte più coronale dell'alveolo osseo che presenta un aspetto tagliente.
  • Cura canalare
    Procedimento usato per la cura di una pulpite o di un dente affetto da nerosi della polpa, per salvare un dente da un ascesso o per guarire un ascesso o un granuloma.
    Nel corso della cura canalare la polpa o i residui pulpari vengono raschiati via dalla camera della polpa e dal canale radicolare.
    Per il buon esito della terapia canalare il canale radicolare viene poi disinfettato e riempito permanentemente con specifiche sostanze.
  • Curettage
    Procedura parodontale tramite la quale le gengive vengono raschiate con speciali strumenti (curette) per rimuovere il tessuto danneggiato della tasca parodontale.

D

  • Decidui – denti
    Meglio conosciuti come denti di latte, sono chiamati decidui perché destinati a cadere e ad essere sostituiti dai permanenti. Sono in tutto 20, 10 per ogni arcata dentaria: quattro molari, due canini e quattro incisivi. Erompono tra i cinque/sei mesi e i tre anni di vita.
  • Deglutizione
    La deglutizione è un atto fisiologico che comprende tre fasi nel cui corso avviene il passaggio del bolo alimentare o di un liquido dal cavo orale allo stomaco. Nella prima fase, boccale, il bolo viene raccolto sulla lingua e poi sospinto posteriormente da un'attività muscolare volontaria. Nelle fasi successive, faringea ed esofagea, vengono protette le vie respiratorie e il bolo inviato nello stomaco da una serie di azioni riflesse.
  • Demineralizzazione
    Perdita di minerali dello smalto dentale. Generalmente appare come un'area bianca sulla superficie della corona.
  • Dentatura permanente
    Serie di denti definitivi che sostituiscono i denti decidui. Composta da 28 denti, 14 per ogni arcata, più 4 del giudizio (terzi molari o ottavi). In ogni arcata sono presenti 4 incisivi, 2 canini, 4 premolari e 4 molari, più 2 denti del giudizio.
  • Dente
    Chiamasi dente ognuno degli organi duri e biancastri, sporgenti nel cavo orale, che, nell'uomo e nei vertebrati gnatostomi, sono destinati alla masticazione (Zingarelli).
    Il dente è formato dalla corona e dalla radice che si congiungono al colletto; è composto da smalto, dentina e cemento.
    All'interno del dente alloggia la polpa, un tessuto formato prevalentemente da vasi sanguigni e nervi che entrano a livello del forame apicale; ed è circondato e sostenuto dall'apparato parodontale.
  • Denti da latte
    I denti da latte fanno parte della prima dentizione del bambino. Detti anche di sostituzione perché destinati a cadere per essere sostituiti dai permanenti. Sono chiamati da latte per il loro colore bianco lattescente e perché compaiono in un'età in cui il bambino assume ancora il latte materno. Sono in tutto 20, 10 per ogni arcata dentaria: quattro molari, due canini e quattro incisivi. I primi denti da latte erompono generalmente intorno ai sei/otto mesi di vita del bambino e gli ultimi attorno ai tre anni. Ad eruzione completata gli incisivi da latte appaiono spesso separati tra loro da piccoli spazi (diastemi).
  • Denti del giudizio
    I denti del giudizio sono quattro, uno per ogni emiarcata. Il loro nome deriva dal fatto che erompono nell'età della "maturità di giudizio", dai 18 anni in poi.
    Il dente del giudizio è anche chiamato terzo molare o ottavo. Terzo molare, appunto, perché è il terzo dente della serie molare; ottavo, invece, perché è l'ottavo dente di ogni emiarcata.
    Spesso sono mancanti, inclusi o parzialmente erotti.
    Al momento della loro eruzione può determinarsi una pericoronite, un'infiammazione della mucosa che che ricopre la loro corona.
  • Denti inclusi
    Sono denti privi della possibilità di erompere naturalmente. Possono essere totalmente ricoperti da osso (inclusione ossea), o in parte da mucosa (inclusione osteomucosa). In ordine di frequenza possono rimanere inclusi gli ottavi superiori, gli inferiori, i canini superiori, occasionalmente gli altri.
  • Dentiera
    Con il termine dentiera si indica la protesi in resina rimovibile che si applica nei casi di edentulia (mancanza di denti) totale, la cui tenuta è dovuta alla precisa conformazione dei bordi rispetto alla linea mucogengivale.
  • Dentifricio
    Il dentifricio è una sostanza che si utilizza come coadiuvante nell'igiene orale domiciliare.

    Dentifricio fluorato
    L'abitudine di lavarsi i denti con un dentifricio nella cui formula è contenuto il fluoro è benefica in quanto questo minerale penetra gli strati più superficiali dello smalto e si lega agli ioni calcio che formano l'idrossiapatite, ancorandoli insieme, in modo da renderli più resistenti allo sfaldamento da parte degli acidi della placca. Un dentifricio fluorato è pertanto più efficace nella prevenzione della carie dentaria rispetto al dentifricio non fluorato purché siano rispettate le seguenti condizioni: il contatto tra il dentifricio e il dente non deve essere troppo fuggevole; il dentifricio deve contenere costantemente il fluoro sotto forma di sale solubile; il tenore di fluoruro sodico, potassico del dentifricio deve risultare sufficientemente elevato (0,50%).

    Abrasività di un dentifricio
    Un'altra caratteristica importante di un dentifricio è quella di avere una bassa abrasività, per levigare le superfici dure del dente senza danneggiarlo. Rendere liscia e lucida la superficie dello smalto previene la formazione di macchie e il trattenimento della placca batterica. Sempre più dentifrici indicano il loro grado di abrasività sulla confezione con una sigla che è l'acronimo di Relative Dentin Abrasivity (RDA): esso non dovrebbe superare 100. Al disopra di questo valore sarebbe troppo elevato e, nel tempo, potrebbe causare danni allo smalto.
  • Dentina
    Tessuto dentale immediatamente sottostante la superficie dello smalto a livello della corona e del cemento a livello della radice. E' percorsa dai canali radiali chiamati tubuli dentinali al cui interno sono situati i prolungamenti degli odontoblasti. Racchiude la polpa dentaria. È detta anche avorio o sostanza eburnea.
  • Dentista pediatrico
    Odontoiatra con area di esperienza nella cura dei denti dei bambini. Il dentista pediatrico è anche chiamato pedodontista, dal greco "pais - genitivo paidos", che significa fanciullo.
    Il dentista pediatrico è un esperto di psicologia del bambino e la sua attività prevalente è la prevenzione e cura delle affezioni dentali in età pediatrica: sigillature, fluoroprofilassi, educazione all'igiene orale, cura della carie della corona dentale o penetrante in polpa, restauri protesici o con materiali conservativi dei denti da latte o permanenti affetti da carie dentali, traumi o ipoplasie dello smalto, trattamento delle discromie dentali, intercettazione delle malocclusioni.
    I denti di latte fanno parte della prima dentizione del bambino. Detti anche di sostituzione perché destinati a cadere per essere sostituiti dai permanenti. Sono chiamati di latte per il loro colore bianco lattescente e perché compaiono in un'età in cui il bambino assume ancora il latte materno. Sono in tutto 20, 10 per ogni arcata dentaria: quattro molaretti, due canini e quattro incisivi. I primi denti di latte erompono generalmente intorno ai cinque/sei mesi di vita del bambino e gli ultimi verso i tre anni. Ad eruzione completata gli incisivi di latte appaiono spesso separati tra loro da piccoli spazi (diastemi). I primi dentini da latte a comparire sono gli incisivi centrali inferiori. Raramente possono essere già presenti in arcata alla nascita o, in altri casi, spuntare verso il primo anno di vita. Seguono i corrispettivi nell'arcata superiore, gli  incisivi laterali inferiori e superiori, i primi molaretti, i canini e i secondi molaretti.
  • Dentizione
    Termine che indica lo sviluppo dei denti e la loro eruzione in bocca. Nell'uomo esistono due differenti dentizioni che si succedono nel tempo.
    La prima dentizione prende vari nomi:
    - di latte
    - decidua
    - di sostituzione.
    E' composta in totale di 20 denti,  che erompono tra i sei mesi e i tre anni, destinati ad essere sostituiti. Ogni arco dentale deciduo conta 10 denti così rappresentati:
    4 incisivi
    2 canini
    4 molaretti
    I primi dentini da latte a comparire sono gli incisivi centrali inferiori. Raramente possono essere già presenti in arcata alla nascita o, in altri casi, spuntare verso il primo anno di vita. Seguono i corrispettivi nell'arcata superiore, gli  incisivi laterali inferiori e superiori, i primi molaretti, i canini e i secondi molaretti.
  • Dentizione mista
    Fase della dentizione in cui sono presenti in arcata sia denti di latte  che permanenti.
  • Detartrasi
    Operazione di asportazione del tartaro  sopra e sottogengivale che può essere effettuata con strumenti a mano o con apparecchi rotanti o vibranti ad ultrasuoni.
  • Devitalizzare
    In medicina devitalizzare significa rendere inattiva la funzione di un organo. In odontoiatria il termine fa riferimento all'intervento di asportazione chirurgica, effettuato dal dentista, dell'organo della sensibilità del dente, la polpa dentale, nel caso in cui sia affetta da un processo infiammatorio irreversibile (pulpite).
    La pulpite, è responsabile di un mal di denti a carattere nevralgico, anche spontaneo, particolarmente acuto, che si esacerba sotto stimolo meccanico (pressione masticatoria), fisico (caldo, freddo) o chimico (dolce). Un dolore caratteristico che presenta picchi d'intensità elevata commisti a fasi di remissione. Di frequente il mal di denti da pulpite è resistente ai comuni analgesici e può essere arrestato definitivamente solo dall'intervento d'urgenza del dentista. Sotto anestesia egli deve devitalizzare il dente, raschiando via dall'interno del canale radicolare in cui alloggia la polpa infiammata.
  • Diastema
    Diastema è un termine che in medicina sta ad indicare uno spazio anormale, una fessura, una separazione in un organo o in una parte di esso.
    In odontoiatria la parola diastema è spesso usata per indicare uno spazio che separa due denti.
  • Diga in gomma
    Barriera di caoutchouc applicata in modo da impedire qualsiasi interferenza dell'ambiente orale sul dente o sui denti da trattare; barriera applicata per l'isolamento del campo di lavoro dalla saliva.
  • Digrignamento
    Azione di sfregamento dei denti. La continua attività del digrignare (bruxare) può portare ad abrasione delle superfici dentali, a sovraffaticamento della muscolatura masticatoria e a problemi alle articolazioni temporo-mandibolari.
  • Disfunzione occlusale
    Termine spesso usato per descrivere anormali forze funzionali e contatti impropri tra i denti superiori e inferiori.
  • Disgiuntore palatale
    Dispositivo ortopedico fisso ad azione  meccanica, usato per allargare trasversalmente il mascellare superiore. Nei soggetti in crescita separa le due parti che compongono il mascellare superiore a livello della sutura medio-palatina, che fino all'età di 16/17 anni non è ancora ossificata.
  • Disinfettante
    Agente chimico applicato su superfici inanimate per distruggere i germi.
  • Disodontiasi
    Fenomenologia infiammatoria provocata dall'eruzione anormale di un dente (esodontiasi è chiamato il processo di eruzione dentale) che spesso comporta complicazioni  di ordine locale o generale. Frequente a carico dell'ottavo, conosciuto anche come terzo molare o dente del giudizio.
  • Distale
    La superficie del dente più distante dalla linea mediana delle arcate dentarie.

E

  • Edentula – area
    Zona delle arcate in cui mancano i denti.
  • Edentulismo o Edentulia
    Mancanza di denti.
  • Edentulo – soggetto
    E' detto di soggetto al quale mancano tutti i denti di ambedue le arcate.
  • Elastici di separazione
    Anelli di plastica che l'ortodonzista applica tra due denti per separarli dal contatto e creare spazio per l'applicazione delle bande ortodontiche.
  • Endodonto
    Interno del dente
  • Endodonzia
    L’Endodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa della morfologia, fisiologia e patologia della polpa dentale e dei tessuti periradicolari.
    Il suo studio e la sua pratica abbraccia le scienze cliniche e di base, compresa la biologia della polpa normale, nonché l’eziologia, la diagnosi, la prevenzione e il trattamento della patologia e delle lesioni della polpa e delle condizioni peri-radicolari ad esse associate.
    In accordo con tutta la letteratura moderna, il trattamento endodontico è rappresentato da tre stadi importanti:
    In accordo con tutta la letteratura moderna, il trattamento endodontico è rappresentato da tre stadi importanti:
  • Endodonzista o Endodontista
    Odontoiatra specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei traumi ed infezioni della polpa dentale.
  • Endognazia
    Posizionamento delle mascella superiore all'interno dell'inferiore.
  • Epitelio giunzionale
    Altro nome dell'attacco epiteliale
  • Epulide gravidica
    Granuloma piogenico gengivale che si sviluppa durante la gravidanza. Il granuloma piogenico è una piccola massa acquisita, rotondeggiante, formata da tessuto di granulazione riccamente vascolarizzato, frequentemente con una superficie ulcerata, che aggetta dalla pelle o dalla mucosa.
  • Erosione dentale
    Dissoluzione della struttura dentale dovuta alla presenza di succhi acidi. E' spesso accompagnata da attrito e/o abrasione di vario grado. Cibi acidi, come succhi di limone o di frutta dovrebbero essere evitati in pazienti con segni di erosione.
  • Erosioni cuneiformi
    Si formano a livello del colletto dei denti. Hanno forma a cuneo con margini netti, taglienti, con fondo liscio e ben strutturato.
  • Espansore palatale o Diastasatore
    Dispositivo ortopedico fisso ad azione  meccanica, usato per allargare trasversalmente il mascellare superiore. Nei soggetti in crescita separa le due parti che compongono il mascellare superiore a livello della sutura medio_palatina, che fino all'età di 16/17 anni non è ancora ossificata.
  • Estetica dentale
    Particolare modo di porsi dell'odontoiatra contemporaneo nei confronti della pratica quotidiana. In generale si occupa di estetica dentale il professionista che in via prevalente dirige la sua attività di studio verso la valutazione e il trattamento delle molteplici condizioni del sistema dentale che portano ad aterazioni dell'estetica del sorriso.

    Porre in risalto questo tipo di approccio serve a compensare l'atteggiamento del passato verso le cure odontoiatriche. C'è stato un tempo in cui la guarigione della carie, della parodontopatia e delle affezioni disfunzionali del sistema masticatorio, era l'obbiettivo principe da raggiungere. Spesso ciò avveniva trascurando importanti difetti residui: il paziente "guarito" poteva non rimanere comunque soddisfatto dell'aspetto del suo sorriso.

    Oggi, data la diminuzione in quantità ed importanza delle vere e proprie malattie dentali (grazie alla prevenzione) e all'aumentata attenzione e cura del proprio aspetto estetico, molti dentisti tendono a dedicarsi, spesso in via esclusiva, al trattamento dei difetti che alterano l'estetica dentale.

F

  • Faccette in composito
    Lamine ultrasottili di composito  che s'incollano sulla faccia anteriore dei denti per migliorarne l'estetica.
  • Faccette in porcellana
    Lamine ultrasottili di ceramica che s'incollano sulla faccia anteriore dei denti per migliorarne l'estetica.
  • Filo interdentale
    Strumento per l'igiene orale, usato per la pulizia meccanica degli spazi interdentali
  • Fistola
    Anormale apertura del tessuto gengivale attraverso la quale drena un ascesso periapicale
  • Fixture
    Altro termine per definire l'impianto dentale
  • Fluorizzazione delle acque
    Procedimento di addizione di fluoro nelle acque potabili allo scopo di prevenzione delle carie nella popolazione. La fluorizzazione delle acque potabili è praticata in numerosi Paesi, tra cui USA, Australia ed alcune zone della Gran Bretagna.
  • Fluorosi dentale
    Difetto di mineralizzazione dei denti che si presentano nelle forme lievi con piccole screziature biancastre, opache o gessate che possono interessare parte o tutta la corona; nelle forme gravi invece la loro faccia vestibolare presenta un colorito rosso-brunastro. E' provocata dall'eccessiva ingestione di fluoro contenuto nelle acque o negli alimenti nel periodo di formazione della corona dentale.
  • Forame apicale
    L'apertura nel punto terminale della radice di un dente attraverso la quale il dente riceve le terminazioni nervose e i vasi sanguigni.
  • Fossa glenoidea
    Depressione o fossa dell'osso temporale nella quale si posiziona il condilo mandibolare ; parte dell'articolazione temporomandibolare  (ATM).
  • Frankel – Apparecchio di
    Il Frankel, chiamato anche morfocorrettore o morforegolatore funzionale,  porta il nome dell’autore che lo ha progettato, il Dott. Rolf Frankel. E’ un apparecchio capace di correggere la malocclusione per le modifiche che provoca della cosiddetta matrice funzionale, che, secondo la teoria di Moss,  determina l’ambiente biofisico e biomeccanico necessario alla crescita scheletrica dei mascellari e allo sviluppo delle arcate dentarie.
    L'apparecchio di Frankel non rivolge la sua azione direttamente verso i denti o verso il tessuto scheletrico, ma piuttosto verso i disordini funzionali associati alle malformazioni dentoscheletriche.
  • Frenulectomia
    Con il termine frenulectomia s'intende la rimozione o il riposizionamento chirurgico di un frenulo. In ortodonzia l'intervento di frenulectomia si esegue per facilitare la stabilità delle posizioni dentali una volta chiuso un diastema incisivo (frenulo mediano) se è presente un frenulo "tetto-labiale", o per alleviare la trazione esercitata verso il basso sulla lingua (frenulo linguale) da un frenulo corto linguale. L'intervento di escissione del frenulo è previsto anche quando interferisce con un apparecchio protesico o provoca recessioni della gengiva o contribuisce a causare danni parodontali.
  • Frenulo
    Il frenulo è un sottile filamento composto da fibre muscolari coperte da una membrana mucosa, che congiunge le guance, le labbra e la lingua alla mucosa dentale. Il frenulo può essere escisso (frenulectomia - frenectomia - frenotomia) o riposizionato (frenuloplastica) quando limita la mobilità della lingua fino a provocare anchiloglossia; quando contribuisce alla formazione di uno spazio tra i denti (diastema); quando interferisce con i bordi di una protesi; quando contribuisce a provocare danni parodontali o recessioni gengivali.
  • Funzionale – apparecchio
    Ogni dispositivo, rimovibile o fisso, progettato per effettuare cambiamenti dentali o scheletrici modificando ed utilizzando le forze neuromuscolari proprie del sistema stomatognatico (ad esempio Attivatore, Bionator).

G

  • Gengiva
    Tessuto molle che circonda i denti
  • Gengiva aderente
    E' la continuazione della gengiva marginale
  • Gengiva marginale
    Circonda i denti a mo' di collare, costituisce la parete molle del solco gengivale  e normalmente è poco più alta di 1 mm.
  • Gengiva sulculare
    Altro nome della gengiva marginale
  • Gengivale
    Aggettivo che sta ad indicare qualcosa di proprietà della gengiva, che riguarda la gengiva.
  • Gengive iperplasiche
    Si caratterizzano per un aumento di volume di natura non infiammatoria, che non dipende da fattori irritativi locali, per incremento nel numero delle cellule.
  • Gengive ipertrofiche
    Si caratterizzano per un aumento di volume causato da cattiva igiene orale. Il quadro della gengivite ipertrofica in realtà è più complesso
  • Gengivectomia
    Escissione chirurgica della gengiva  a livello dell'attacco  per la creazione di una nuova gengiva marginale . Procedura utilizzata per eliminare tasche gengivali  o tasche parodontali  o per procurare un accesso ai tessuti parodontali per interventi chirurgici o per guadagnare l'accesso necessario alla rimozione del tartaro  all'interno delle tasche.
  • Gengivite
    Tessuto gengivale infiammato e sanguinante, più di frequente causato dalle tossine batteriche della placca . Se non trattata la gengivite può portare alla parodontite
  • Gengivite marginale
    Infiammazione della gengiva marginale
  • Gengivoplastica
    Rimodellamento chirurgico della gengiva e della papilla per la correzione di deformità e per portare la gengiva  ad assumere una forma e una funzione normali.
  • Germectomia
    L'intervento di germectomia consiste nell'asportazione chirurgica, generalmente in anestesia locale, del germe di un dente permanente. Si effettua più spesso sui denti del giudizio in formazione, prima che si formi la radice. La germectomia del terzo molare trova indicazione in ortodonzia, anche se la questione riguardante i rischi/benefici è tuttora controversa, per prevenire i rischi da inclusione in caso di deficit di spazio, o l'affollamento tardivo post trattamento legato alla spinta eruttiva. L'età più appropriata per l'intervento di germectomia dell'ottavo è tra i 12 e i 16 anni.
  • Glenoide – fossa
    Depressione dell'osso temporale nella quale si posiziona il condilo mandibolare; parte dell'articolazione temporomandibolare (ATM).
  • Glossite
    La glossite è un'infiammazione acuta o cronica della lingua i cui sintomi sono: dolore, arrossamento e gonfiore. In corso di glossite la lingua perde la sua apparenza rugosa e si presenta levigata per via del fatto che le papille che ne rivestono il dorso tendono a diminuire di volume fino a scomparire.  Può presentarsi come affezione primaria oppure come sintomo di altri disturbi.
    Le cause includono:
    - Ereditarietà.
    - Infezioni batteriche o virali.
    - Esposizione ad irritanti come tabacco, alcool,    cibi caldi o particolari spezie.
    - Irritazioni meccaniche.
    - Reazioni allergiche a dentifrici, collutori, materiali dentali, coloranti alimentari.
    - Anemia.
    - Carenze alimentari:
    Ferro
    Vit. B2
    Vit. B12
    Acido folico
    Niacina
    Tiamina
    Riboflavina
    Zinco
    La lingua di chi è affetto da glossite appare liscia, gonfia, arrossata, dolente, la sensazione che avverte in particolare è di bruciore, come se fosse scottata. In alcuni casi può essere asintomatica. Forme particolari di glossite sono la lingua a carta geografica, anche conosciuta come glossite migrante benigna, la glossite losangica mediana, difetto di sviluppo embrionale piuttosto che processo infiammatorio, e la lingua nigra villosa. In quest'ultima forma la lingua appare ricoperta di peluria nerastra a causa dell'allungamento e della discolorazione delle papille filiformi.

H

  • Halimeter
    Un Halimeter è uno strumento per la misura del livello di composti solforati volatili (VSC) nella bocca.
  • Hawley – retainer
    L'apparecchio contenitivo o di contenzione è una tipologia di apparecchio ortodontico, costituito da fili metallici e più raramente prodotto in plastica trasparente, che ha il compito di mantenere i denti nella corretta posizione dopo ogni trattamento di ortodonzia e/o chirurgia ortognatica. La sua funzione contenitiva è fondamentale nel trattamento ortodontico, poiché i legamenti possiedono una sorta di "memoria" che li porta alla recidiva ortodontica, cioè il ritorno alla posizione originaria.

I

  • Idropulsori
    Apparecchi per l'igiene orale dotati di un serbatoio contenente acqua e di cannule che la emettono con un getto a pressione variabile. Si usano per la detersione meccanica dei denti. La loro utilità è limitata alla rimozione grossolana dei residui di cibo e placca batterica, non sostituiscono lo spazzolino né, tanto meno, il filo interdentale
  • Igiene orale
    Insieme delle procedure domiciliari e professionali per la rimozione di tartaro e placca batterica da denti e gengive.
  • Impianto dentale
    Dispositivo biocompatibile e biofunzionale posizionato in contatto con l'osso o incassato dentro l'osso  al fine di sostenere una protesi fissa o rimovibile.
  • Implantologia
    L’implantologia dentale (endossea o endostea) consiste nell’inserimento nell’osso mascellare o mandibolare (privo del dente naturale) di pilastri artificiali (in materiale metallico, ceramico o sintetico) che, una volta integrati nell’osso stesso, potranno supportare un dente artificiale idoneo a svolgere la sua funzione. Con l'avvento dell' implantologia non è stato più necessario coinvolgere denti integri per sostituire denti mancanti, né applicare dentiere o comunque manufatti mobili.
  • Incisivi
    Sono i denti anteriori con margini taglienti, deputati, come sottolinea il nome, all'incisione dei cibi.
    Sono 4 superiori e 4 inferiori, 2 centrali e 2 laterali per ogni arcata.
  • Inclusione dentale
    Si verifica quando un dente risulta privo della possibilità di erompere naturalmente, rimanendo bloccato all'interno della compagine ossea. Il dente può essere ricoperto interamente da osso (inclusione totale o ossea), o in parte da mucosa (inclusione parziale o osteomucosa). Il dente che più frequentemente rimane incluso è l'ottavo superiore, seguito dal dente del giudizio inferiore e poi dal canino superiore, di scarsa incidenza a carico degli altri denti.
  • Incluso o impattato – dente
    Un dente privo della possibilità di erompere naturalmente. Può essere totalmente ricoperto da osso (inclusione ossea), o in parte da mucosa (inclusione osteomucosa). In ordine di frequenza possono rimanere inclusi gli ottavi superiori, gli inferiori, i canini superiori, occasionalmente gli altri.
  • Indice di placca
    L'indice di placca (PlI) (Silness J & Löe H), viene registrato, nel corso dell'esame clinico parodontale, in 6 siti per ciascun elemento dentale presente tramite sondaggio circonferenziale con sonda parodontale manuale. I 6 siti dentali considerati sono: buccale, mesio-buccale, disto-buccale, linguale, mesio-linguale e disto-linguale. Le sei misurazioni rilevate vengono sommate e divise per 6 per ottenere il PlI per singolo elemento. L'indice di placca per soggetto viene poi calcolato come media dell'indice dei singoli elementi (Media: somma degli indici dei singoli elementi dentali diviso il numero di elementi dentali considerati). In questo modo il parodontologo clinico ottiene una valutazione accurata della quantità di placca batterica non rimossa.
  • Indice di sanguinamento
    L'indice di sanguinamento del solco gengivale, misura, nel corso dell'esame clinico parodontale, la presenza di infiammazione della gengiva. Viene valutato a tal proposito il sanguinamento prodotto dal sondaggio in quattro punti (vestibolare, linguale, interprossimale mesiale e interprossimale distale) della gengiva che circonda ogni singolo dente.
  • Intarsio dentale
    L’intarsio dentale è uno speciale restauro effettuato sui denti posteriori, molari e premolari, in ceramica o in resina. Viene costruito in laboratorio e poi cementato sul dente precedentemente preparato per accoglierlo. Con l’intarsio dentale si ristabilisce la struttura anatomica di denti precedentemente affetti da carie in modo estetico.
  • Interprossimale – spazio
    Lo spazio tra denti adiacenti.
  • Interprossimale – superficie
    La superficie del dente che da verso lo spazio interprossimale.
  • Iperplasia gengivale
    Aumento della gengiva di natura non infiammatoria, che non dipende da fattori irritativi locali, caratterizzato da un incremento nel numero delle cellule.
  • Ipersensibilità dentale o dentinale
    Reazione dolorosa del dente, a carattere acuto e improvviso, provocata dall'esposizione agli stimoli fisici (caldo e freddo), chimici, meccanici o osmotici ( dolce e salato).
  • Ipertrofia gengivale
    Abnorme aumento della gengiva che circonda i denti, causato da cattiva igiene orale.
  • Ipodontia
    Congenita assenza di uno o più denti con riduzione del loro numero complessivo.
  • Ipoplasia dello smalto
    Mancata formazione di alcune parti dello smalto che normalmente si osserva nella dentatura permanente, raramente nei denti decidui. I difetti colpiscono le stesse zone della corona dentale di denti omologhi, potendo interessare gruppi simmetrici di denti o anche tutti i denti. Si ritiene che tale affezione sia dovuta ad una turba metabolica che ha agito durante il periodo di formazione dello smalto, ma può anche essere causata da fattori genetici o locali. Le aree di ipoplasia, dove lo smalto si presenta estremamente sottile, hanno generalmente una colorazione più scura, giallastra o brunastra, e possono provocare danni estetici, dell'occlusione, oltre alla accentuazione della sensibilità dentale. La correzione può richiedere tecniche restaurative o protesiche (coronoplastica, faccette, corone).

L

  • Legamento parodontale o periodontale
    Complesso sistema di fibre che lega il dente alla sua sede. E' un legamento sospensore in quanto ammortizza la spinta pressoria verticale sul dente. E' anche chiamato desmodonto o legamento alveolo-dentale. La sua distruzione causa mobilità dentale
  • Leucoplasia
    Leucoplasia è un termine che deriva dal greco: leucos=bianco, plasia=ispessimento. Si tratta infatti di chiazze biancastre che compaiono sulle mucose.
  • Levigatura radici
    Rimozione dei depositi di tartaro dalla superficie della radice al disotto della linea gengivale. In presenza di parodontite, l'operazione di levigatura delle radici mira a promuovere il riattacco dei tessuti di supporto alla superficie del dente.
  • Lichen planus
    Il lichen planus orale è una malattia piuttosto comune che può colpire sia la pelle che le mucose e in circa 7 casi su 10 interessa le mucose della bocca. Tutte le superfici della bocca possono essere interessate da questa malattia ed in particolare la mucosa delle guance e della lingua.
  • Lingua a carta geografica
    La lingua a carta geografica è una particolare forma di glossite di cui non si conosce la causa determinante ma che ha la tendenza a trasmettersi geneticamente. E' caratterizzata dalla perdita delle papille in alcune aree della lingua che, a causa di ciò, risultano lisce ed arrossate e si distribuiscono in modo da far apparire sulla superficie dorsale della lingua come un disegno di carta geografica che, oltretutto, muta repentinamente, da cui il secondo nome di questa affezione che è "glossite migrante benigna". La causa dell'affezione è sconosciuta ma si è notato che tende alla familiarità. Può essere asintomatica oppure presentarsi con una sensazione di bruciore.
    La lingua geografica guarisce spontaneamente ma può permanere per mesi e spesso ripresentarsi.
  • Lingua fissurata
    La lingua fissurata, definita anche "lingua plicata", è una condizione assolutamente benigna, che si riscontra di frequente nella popolazione: negli Stati Uniti l'incidenza oscilla tra il 2% e il 5%. Osservata in pazienti di tutte le età, può essere considerare una variante della normale architettura linguale che si presenta solcata da fessure più o meno profonde, fino a 6 mm, sul dorso e sui bordi laterali.

    Le depressioni a volte si interconnettono e, se molto profonde, fanno apparire il dorso della lingua come separato in lobuli. Normalmente è asintomatica, purché il dorso della lingua venga mantenuto pulito con lo spazzolamento, e pertanto non richiede terapia. Omettendo l'igiene, invece, possono trattenersi residui alimentari nella profondità delle fessure dando luogo a processi infiammatori (glossiti) e alitosi.
  • Lingua nera villosa
    La lingua nera villosa è caratterizzata da un abnorme allungamento con contestuale alterazione di colore delle papille filiformi presenti sul dorso linguale che appare così colorato dal nero al marrone scuro. Le normali papille filiformi sono lunghe approssimativamente 1 mm, nei casi di lingua villosa la loro lunghezza può superare i 15 mm. E' un'affezione rara e benigna, più spesso asintomatica, la cui causa specifica risulta sconosciuta.
    Esistono fattori che predispongono all'ipertrofia e all'allungamento delle papille tipici della lingua villosa, così come all'iperproduzione di pigmenti da parte di batteri e funghi del cavo orale responsabili della loro alterazione di colore, ad esempio una cattiva igiene orale, l'assunzione di antibiotici a largo spettro, il fumo, la masticazione di tabacco, l'uso eccessivo di collutori che sviluppano ossigeno, la riduzione della produzione di saliva (xerostomia).
    La guarigione si ha con la sospensione del fattore predisponente unita allo spazzolamento del dorso della lingua con lo spazzolino da denti o, meglio ancora, con un apposito puliscilingua.
  • Lip bumper
    Apparecchio usato per creare spazio nell'arcata inferiore attraverso un'azione di spinta sui molari. E' composto da un arco di filo metallico che si connette ai tubi buccali, rivestito nella parte anteriore da una struttura di plastica a cui si appoggia il labbro inferiore. Mangiando o parlando, ma anche a riposo, sforzandosi di tenere le labbra in contatto, il labbro inferiore si tende spingendo indietro i molari.
    Lussazione mandibolare.

M

  • Malattia parodontale
    Patologia dell'apparato di sostegno dei denti che coinvolge gengive e osso alveolare fino a condurre a mobilità dentale e, come effetto finale, alla perdita dell'elemento stesso.
  • Malocclusione – Prima classe di Angle
    I rapporti tra i molari sono normali. Le malposizioni sono a carico dei denti frontali che presentano affollamento, protrusione, retrusione, spazi.
  • Malocclusione – Seconda classe di Angle
    I denti molari presentano un'occlusione distale simmetrica.
    Nella prima divisione il gruppo frontale è sporgente, nella seconda divisione è retroposizionato.
  • Malocclusione – Terza classe di Angle
    I denti molari presentano un'occlusione distale simmetrica.
    Nella prima divisione il gruppo frontale è sporgente, nella seconda divisione è retroposizionato.
  • Malocclusione dentale
    Alterazione dei rapporti di combaciamento dei denti determinata da difetti di forma delle arcate e/o di allineamento dei denti all'interno delle arcate.
  • Malocclusione scheletrica
    Alterazione dei rapporti di combaciamento dei denti determinata da difetti di crescita della mascella superiore e della mandibola.
  • Mantenitore di spazio
    Apparecchio fisso o mobile utilizzato in ortodonzia per mantenere lo spazio tra i denti.
  • Mesiale
    La superficie del dente più vicina alla linea mediana delle arcate dentarie.
  • Mesiodens
    Elemento soprannumerario localizzato tra i due incisivi centrali superiori.
  • Micrognazia
    Anomalia di sviluppo della mascella inferiore (mandibola) che appare di volume ridotto per un rallentato sviluppo o per un arresto completo dell'accrescimento.
  • Morso
    Relazione di contatto tra denti superiori e inferiori.
  • Morso aperto
    Quando, con le arcate dentarie in contatto, uno o più denti  dell'arcata superiore non si sovrappongono (gli anteriori) o non entrano in intercuspidazione (i posteriori) con quelli dell'arcata inferiore.
  • Morso incrociato
    Quando, con le arcate dentarie in contatto, uno o più denti  dell'arcata superiore non si contrappongono nel regolare rapporto vestibolo-linguale con quelli dell'arcata inferiore. In particolare quando i denti superiori anziché essere posizionati più esterni rispetto agli inferiori sono più all'interno.
  • Morso inverso
    Quando i denti  anteriori superiori occludono dietro i denti inferiori.
  • Morso profondo o coperto
    Quando i denti anteriori superiori, in occlusione, si sovrappongono eccessivamente (coprono) ai denti anteriori inferiori.
  • Mucosite perimplantare
    Infiammazione dei tessuti molli perimplantari. Nella mucosite i tessuti molli circostanti la fixture  appaiono edematosi, arrossati e sanguinanti, ma non c'è coinvolgimento del tessuto osseo che circonda e trattiene l'impianto.

O

  • Occlusione
    La relazione tra i denti mascellari e mandibolari nel momento in cui entrano in un contatto funzionale.
  • Occlusione ideale
    Relazione armoniosa tra i denti e le altre componenti del sistema masticatorio
  • Odontoiatria
    Branca della medicina che studia le affezioni dei denti e della bocca.
  • Odontolito
    Altra definizione del tartaro dentario.
  • Odontoma
    Tumore benigno proveniente dai tessuti dentari, costituito da dentina, smalto e cemento in proporzioni diverse dal dente normale.
  • Odontostomatologia
    Branca della medicina che studia le affezioni dei denti e della bocca.
  • Open Bite
    Incremento della distanza tra i denti delle due arcate; spazio tra i denti frontali superiori e gli inferiori quando i denti posteriori sono in contatto.
  • Ortodontista
    Dentista specializzato in ortognatodonzia o, comunque, la cui esperienza e attività prevalente si svolge nel campo della diagnosi e trattamento delle irregolarità dei denti e dei mascellari.
  • Ortodonzia
    Branca dell'odontoiatria che tratta le irregolarità dei denti e la loro correzione. La parola deriva dal greco ortho = dritto,giusto,corretto e odous odontos = dente.
  • Ortodonzia fissa
    Con "ortodonzia fissa" s'intende l'utilizzo di apparecchi per la correzione dei disallineamenti dentali che l'ortodonzista incolla o cementa ai denti.
  • Ortodonzia invisibile
    Definizione di un approccio al trattamento delle malocclusioni con apparecchi che non si notano quando applicati, capaci di non alterare l'estetica del sorriso in corso di trattamento.
  • Ortodonzia linguale
    Tecnica di ortodonzia in cui si utilizzano attacchi metallici incollati sulla superficie linguale dei denti
  • Ortodonzia mobile
    Con "Ortodonzia mobile" s'intende l'utilizzo di apparecchi per la correzione dei disallineamenti dentali che è il paziente ad applicare e rimuovere dalle arcate dentarie.
  • Ortopanoramica
    Unica ed ampia lastra radiografica nella quale sono visibili tutti i denti e le loro strutture di sostegno.
  • Ortopantomografia
    E' una tecnica radiografica con cui viene prodotta un'immagine d'insieme di ambedue le arcate dentarie e delle ossa mascellari. L'ortopantomografia è fondamentale per uno studio iniziale dello stato dei denti e dei loro tessuti di sostegno prima di un trattamento odontoiatrico. La pellicola RX prodotta con la tecnica di ortopantomografia è chiamata anche ortopanoramica delle arcate dentarie o radiografia panoramica dentale.
  • Osseointegrazione
    Processo biologico che riguarda la qualità dell'interfaccia che si viene a creare tra radice impiantata (impianto dentale) e osso mascellare o mandibolare. Dall'osteointegrazione dipende la stabilità dell'impianto, si tratta in sostanza dell’adesione dell’osso intorno alle spire dell’impianto.
  • Osso alveolare
    Osso che circonda e sostiene la radice del dente.
  • Osteite periapicale
    Infiammazione dell'osso che circonda l'apice radicolare, spesso complicanza di una necrosi settica della polpa, che provoca riassorbimento della parete ossea alveolare.
  • Osteointegrazione
    Collegamento strutturale e funzionale tra l'osso mascellare e l'impianto.
  • Otturazione
    Termine popolare con cui si indicano le ricostruzioni dei denti affetti da carie. "Ho un dente otturato", "devo andare a farmi otturare un dente dal dentista", erano espressioni frequenti nel recente passato. Attualmente il termine otturazione è in disuso, sostituito da quello più appropriato di ricostruzione o di restauro dentale. I materiali più frequentemente impiegati per ricostruire la forma di un dente sono le resine con riempitivi vetrosi o, per i denti posteriori, gli intarsi in ceramica.
  • Overbite
    Sovrapposizione verticale tra i denti anteriori superiori e gli inferiori. L'eccesso di overbite prende il nome di morso profondo  o deep bite, il difetto di morso aperto  o open bite
  • Overjet
    Proiezione orizzontale dei denti superiori avanti agli inferori.

P

  • Panoramica dentale – rx
    Radiografia tomografica dei mascellari, effettuata con una speciale macchina progettata per riprendere su lastra un'immagine panoramica di ambedue gli archi mascellari e dentali.
  • Papilla interdentale
    Denominazione che assume la gengiva che occupa gli spazi interdentali
  • Paradenti
    Dispositivo usato per proteggere la bocca da colpi quando si partecipa ad attività sportive. L'uso del paradenti è importante specie per i pazienti sottoposti a trattamento ortodontico con apparecchi fissi, per prevenire incidenti.
  • Paradentite
    Forma di danno parodontale di natura infiammatoria che colpisce gli adulti e che è caratterizzato dalla distruzione dell'osso alveolare che sostiene i denti.
  • Paradenzio
    Lo stesso che Parodonto
  • Paradontosi o paradentosi
    Degenerazione dei tessuti parodontali che vanno incontro ad un'atrofia progressiva. Nella sua progressione può portare alla mobilità e alla caduta dei denti.
    La forma più comune di paradontosi è l’atrofia senile, in cui la gengiva si ritira a mano a mano che l'osso alveolare viene riassorbito restandogli ben aderente.
    I denti rimangono saldi fino ai gradi più avanzati della paradentosi.
    Nella paradentosi i fenomeni infiammatori sono in genere minimi. Per la prevenzione è necessario che lo stato dei tessuti parodontali sia ottimale.
  • Parodontite acuta
    E' la forma infiammatoria acuta della paradenziopatia, differente nel quadro clinico dalla paradontosi che è un'affezione di natura degenerativa. La paradontite acuta si presenta con gonfiore, dolore, arrossamento e sanguinamento delle gengive. La causa è la placca batterica che si annida in profondità, con formazione di tasche parodontali, dopo aver contribuito al riassorbimento dell'osso che circonda la radice del dente. L'affezione colpisce prevalentemente gli adulti.